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IBISCO scatena le difese naturali della pianta

20/06/2017

L'antioidico "elicitore" a base di COS-OGA, con un meccanismo d'azione mai visto prima!


 
Il settore agricolo e in particolare quello della difesa delle colture è in continua evoluzione, nell’ottica di una piena sostenibilità economica ed ambientale.
Gli investimenti nel campo della ricerca sugli Agrofarmaci consentono di integrare in maniera funzionale i tradizionali mezzi chimici con soluzioni innovative di origine naturale o comunque di nuova concezione.

Qualche tempo fa, ad esempio, la nuova sostanza attiva COS-OGA (chito-oligosaccaridi oligo-galaturonidi) è stata approvata come prima “sostanza attiva a basso rischio” come previsto dal Regolamento europeo relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari  (CE, Reg. 1107/2009 - art.22).
      
E' stato poi autorizzato in Italia IBISCO, il formulato anti-oidico a base di COS-OGA, distribuito in esclusiva da Gowan Italia, per la difesa di Solanacee e Cucurbitacee in serra.

Scegli l’innovazione
  • Prima “sostanza attiva a basso rischio” autorizzata in Europa
  • Meccanismo d’azione anti-resistenza
  • Sicuro per l’uomo e l’ambiente
  • Selettivo per le colture
  • Impiegabile fino al giorno della raccolta
  • Conforme alle più esigenti richieste della filiera agroalimentare
Il “valore molto innovativo” di IBISCO è stato anche confermato dall’importante riconoscimento ottenuto (unico agrofarmaco fra i premiati) in occasione dell'ultima edizione di Fieragricola con il Premio Innovazione 2016.

Caratteristiche chimiche e meccanismo d’azione

COS-OGA è una sostanza attiva costituita da un complesso brevettato di oligosaccaridi di origine naturale, messa a punto dallo spin-off universitario FytoFend SA (Belgio), formato da una parte di derivazione chitosanica e una pectinica.
COS-OGA riproduce le interazioni pianta-patogeno
  • In natura il chitosano è un componente delle pareti cellulari dei funghi patogeni. A contatto con la pianta, il chitosano viene degradato dagli enzimi chitinasi e glucanasi formando i frammenti “COS” (chito-oligosaccaridi).
  • Le pectine invece sono componenti delle pareti cellulari vegetali. Gli enzimi fungini poligalaturonasi possono causare la degredazione delle pareti pectiniche, formando i frammenti “OGA” (oligo-galatturonani).
I frammenti del chitosano (COS) vengono rilevati dalla pianta come molecole “estranee” provenienti da un agente patogeno (“non-self”, in immunologia), mentre i frammenti di pectina (OGA) vengono rilevati come provenienti dalla degradazione della parete cellulare vegetale (“self”).
IBISCO agisce come «elicitore»  (attivatore) dei meccanismi naturali di auto-difesa della pianta

Legandosi ai recettori della membrana vegetale, le componenti COS e OGA producono un doppio segnale biochimico d’allarme, che si diffonde nella pianta e provoca diverse risposte fisiologiche di difesa, come ad esempio:
ispessimento delle pareti vegetali attraverso la deposizione di callosio e lignina
v  effetti sull’attività perossidasica
v  bio-sintesi di proteine di patogenesi “PR protein”, coinvolte nel meccanismo di Resistenza Sistemica Acquisita “SAR”
La pianta diventa così in grado di contrastare eventuali attacchi da parte dei funghi patogeni, quale in particolare l’Oidio.
Grazie ai diversi processi di difesa coinvolti, non è soggetto al rischio di sviluppare resistenze da parte dei patogeni.
 

Impieghi d’etichetta

IBISCO può essere impiegato per il controllo dell’Oidio delle Cucurbitacee  (melone, anguria, zucchino, zucca, cetriolo) e Solanacee (pomodoro, peperone, melanzana) in coltura protetta.
Il suo impiego non prevede un periodo di sicurezza da rispettare prima della raccolta, viste le caratteristiche della sostanza attiva, che non è tossica per l’uomo, gli animali e l’ambiente e per la quale non sono previsti limiti massimi di residuo sulle derrate alimentari.
Ad affiancare gli impieghi oggi previsti su Orticole, in futuro arriverà poi anche l’impiego su Vite per il controllo dell’Oidio.
 

Posizionamento tecnico

IBISCO va impiegato in modo preventivo, con almeno 2-3 interventi fogliari ripetuti, in modo da manifestare un effetto elicitore “cumulativo” sui meccanismi di auto-difesa della pianta.
IBISCO si inserisce perfettamente anche all’interno di strategie di difesa integrate con gli antioidici tradizionali, sia nelle fasi iniziali che successivamente, fino alla raccolta dei frutti (impiegabile anche fra uno stacco e l’altro).

Nelle fasi più critiche intorno alla fioritura si consiglia di impiegare IBISCO in miscela con antioidici sistemici come ad esempio DOMARK .
 

Efficacia dimostrata

L’efficacia antioidica di IBISCO è stata dimostrata da diversi studi internazionali e recentemente è stata provata anche in Italia, da centri di saggio ed enti ufficiali, con ottimi risultati.
Clicca per alcuni esempi di prove sperimentali

Per ulteriori dettagli e caretteristiche di IBISCO è disponibile la brochure informativa:

Ibisco®: marchio registrato Gowan Italia